Go, Weg e Zip: Il mistero di tre parole magiche in hoopers

I direzionali in hoopers sono indicazioni che aiutano il cane a capire come affrontare un determinato attrezzo.

Ci sono giornate in cui gli umani fanno cose davvero strane.

Per esempio, si mettono davanti a un arco di plastica, lo fissano con aria concentrata e iniziano a ripetere tre parole che sembrano il nome di un gruppo musicale internazionale: Go! Weg! Zip!

All'inizio pensavo fosse un rito propiziatorio. Poi ho osservato meglio.

La lezione era guidata da Babbara ed Eride, due insegnanti che sembrano appartenere a quella rara categoria di persone capaci di vedere il percorso ancora prima che esista. Babbara ha quell'aria tranquilla di chi sa esattamente dove finirà ogni traiettoria; Eride, invece, osserva ogni dettaglio con un'attenzione quasi chirurgica e riesce a trasformare anche il più piccolo movimento in un suggerimento utile. Le due si alternano con naturalezza, spiegano, dimostrano, correggono e, soprattutto, fanno ragionare sia i cani che gli umani.

Attorno a loro si sono alternati numerosi binomi, ognuno con il proprio stile. C'era chi arrivava già sicuro, chi provava con prudenza, chi festeggiava una curva riuscita come se avesse appena conquistato una medaglia olimpica. E, a dire il vero, non avevano tutti i torti.

L'argomento della giornata era infatti uno dei mattoni fondamentali dell'Hoopers: i direzionali.

Per chi non li conosce, immaginate un Hoop, quell'arco attraverso il quale il cane deve passare durante il percorso. L'obiettivo non è semplicemente attraversarlo. Il vero gioco inizia subito dopo.

L'umano, con la voce, comunica al compagno quale direzione dovrà prendere una volta superato l'ostacolo.

Ed è qui che entrano in scena le tre parole magiche.

Go significa una cosa molto semplice: "Passa il Hoop... e continua dritto."

Nessuna sorpresa. Attraversi e prosegui nella stessa direzione.

Weg, invece, cambia completamente il finale. Dopo aver attraversato il Hoop, il cane deve allontanarsi dal navigatore, effettuando una curva di circa novanta gradi.

Poi arriva Zip.

Stessa partenza, stesso Hoop... ma conclusione opposta. Dopo il passaggio bisogna girare di circa novanta gradi verso il navigatore.

Tre parole.

Tre istruzioni completamente diverse.

Tre modi di trasformare lo stesso identico ostacolo in altrettanti percorsi differenti.

Ed è probabilmente questo che rende l'Hoopers così affascinante.

Da fuori qualcuno potrebbe vedere soltanto un cane che passa dentro un arco. In realtà, dietro quel gesto c'è un dialogo continuo. L'umano deve dare l'informazione giusta, nel momento giusto, con il tono giusto. Il cane deve ascoltare, interpretare e prendere una decisione mentre è già in movimento.

Insomma... sembra semplice solo finché non ci si prova.

Durante la lezione ho visto traiettorie perfette, piccole indecisioni, qualche curva troppo larga e altre talmente precise da sembrare disegnate con il compasso. Ma ogni tentativo aveva qualcosa in comune: la comunicazione migliorava un passaggio dopo l'altro.

Forse è questa la lezione più interessante che mi sono portato a casa.

Gli umani spesso pensano che insegnare significhi spiegare.

I cani, invece, sembrano ricordare loro che insegnare significa soprattutto imparare a parlare una lingua che entrambi possano capire.

E quando quella lingua funziona, basta una sola parola.

Go.

Weg.

Zip.

E il percorso prende vita.

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