Quelli che imparano ad ascoltare gli odori. Tra emozioni ed esperienza si è concluso il primo weekend del corso per istruttori Detection Legacy
Ci sono molti modi per capire che sta per iniziare qualcosa di importante.
Gli esseri umani, ad esempio, guardano calendari, programmi e orari.
Altri segnali, invece, sono meno evidenti.
L'odore del caffè che compare prima del solito al mattino. I passi che rallentano davanti al cancello. Le auto che arrivano una dopo l'altra. I cani che scendono e si guardano attorno cercando di capire dove sono finiti e, soprattutto, se lì succederà qualcosa di interessante.
A Rossobranco, lo scorso fine settimana, è iniziato il nuovo Corso Istruttori Detection Legacy.
Per due giorni il centro si è riempito di persone arrivate con storie diverse, cani diversi e aspettative diverse. Alcuni cercavano strumenti tecnici. Altri nuove competenze professionali. Qualcuno era lì soprattutto per capire meglio il proprio cane.
E, a dire il vero, sono spesso quelli che partono con questa intenzione a fare le scoperte più interessanti.
Le prime attività non hanno riguardato soltanto la Detection. Hanno riguardato l'osservazione.
Perché prima di insegnare a un cane a cercare qualcosa, bisogna imparare a guardarlo mentre pensa.
Non è semplice come sembra.
Molti vedono un cane che si muove.
Pochi vedono un cane che prende decisioni.
Durante le esercitazioni i partecipanti si sono alternati nei ruoli di istruttore e allievo, sperimentando quanto sia delicato il compito di guidare un binomio senza sostituirsi a lui. È emersa più volte una delle idee centrali del percorso: non esistono formule magiche valide per tutti, ma persone e cani che imparano in modi differenti.
Naturalmente si è parlato anche di tecnica.
Clicker training, costruzione degli esercizi, preparazione dei target odorosi, lettura dei comportamenti e progettazione del lavoro. Tutti argomenti affrontati non come semplici procedure da applicare, ma come strumenti da comprendere e adattare alle situazioni reali.
Poi si è passati alla ricerca.
E lì, come spesso accade, sono stati i cani a prendere la parola.
All'esterno il vento cambiava continuamente le regole del gioco, spostando informazioni invisibili da una parte all'altra del campo. All'interno, correnti d'aria, aperture e ostacoli trasformavano stanze apparentemente semplici in piccoli enigmi da risolvere.
I cani li hanno affrontati ciascuno a modo proprio.
Alcuni con decisione.
Altri con prudenza.
Qualcuno con quella curiosa sicurezza di chi sembra sapere qualcosa che gli altri ancora ignorano.
Osservarli mentre raccolgono frammenti di informazioni dispersi nell'aria resta sempre un esercizio affascinante. È un po' come guardare qualcuno leggere un libro che noi non siamo in grado di vedere.
Tra una ricerca e l'altra si è parlato di gare, di formazione, di insegnamento e di futuro. Ma soprattutto si è iniziato a costruire un gruppo.
Perché un corso istruttori non è soltanto un luogo dove si imparano tecniche. È un luogo dove si impara a ragionare, a confrontarsi e a mettere in discussione le proprie certezze.
Le basi sono state posate.
Le domande, fortunatamente, sono aumentate.
Ed è quasi sempre un buon segno.
Chi frequenta Rossobranco da tempo lo sa: le risposte sono importanti, ma spesso sono le domande a portarti nella direzione giusta.
Il viaggio è appena iniziato.
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