«Il Giardino deve tornare a respirare» continua lui. «E solo una creatura che vede oltre può risvegliarlo.» Io? VEDERE OLTRE? Io che inciampo sui miei stessi piedi quando sbuca un piccione? Ma non faccio in tempo a protestare: il terreno sotto di me si illumina di un verde morbido, come muschio che prende vita. Le radici dei piccoli alberi si muovono, intrecciandosi attorno alle mie zampe. Non stringono, non fanno male. Sembrano… salutarmi. Poi Pino, con un tono che non avevo mai sentito, dice: «Zafira, guardiana del Giardino, risveglia ciò che è stato nascosto.» E lì succede l’impossibile. Una luce dorata mi avvolge. Sento un ronzio, come quando Maurizio asciuga i capelli ma più… magico. E all’improvviso VEDO. Vedo il Giardino com’era: pieno di creature di luce, di fiori che si aprono come piccole lanterne, di sentieri che scorrono da soli. Vedo gli alberi muoversi armoniosi, come se suonassero una musica che solo loro conoscono. Vedo il mondo magico che esiste ancora, ma che era stato soffocato dai Distruttori. E poi la visione svanisce, lasciandomi tremante come quando sogni di mangiare un tacchino intero e poi scopri che era solo un cuscino. «Ecco» dice Pino, «il legame è rinato.» Il varco si richiude lentamente. Io rimango lì, con la bocca semiaperta — sì, lo so che l’ho sempre così, ma stavolta era per lo stupore — mentre Maurizio arriva correndo. «Zafira! Ma cosa fai? Perché sei tutta luminosa? E le foglie… le foglie ti stavano accarezzando?!» Io lo guardo. Vorrei dirgli tutto. Che sono una guardiana. Che ho visto il mondo magico. Che il Giardino ha di nuovo fiducia. Ma lui è un bipede. E certe cose i bipedi le capiscono solo col tempo. Così mi limito a leccargli la mano. È il mio modo per dirgli: “Non preoccuparti. Ti proteggo io.” Poi, dentro di me, una voce legnosa ma gentile sussurra ancora: «Ci rivedremo presto, SupeZafi.» E io credo proprio di sì. Ciao amici — con due e con quattro zampe. La vostra Guardiana del Giardino Incantato vi saluta. E qualcosa mi dice… che questa non sarà l’ultima avventura. Fine ultima parte.