Questa mattina Rossobranco si riempie di percorsi, indicazioni, partenze e traguardi: è giornata di gara di Hoopers, con binomi impegnati nei gradi FUN, L0 e L1.

L’Hoopers è una disciplina dinamica e divertente nella quale cane e umano affrontano insieme un percorso composto da hoop, tunnel, gate e altri elementi. Il cane si muove sul tracciato mentre il conduttore impara a guidarlo attraverso la comunicazione, la posizione del corpo e indicazioni sempre più precise, lavorando anche a distanza.

Ed è proprio qui che sta una delle parti più belle della disciplina: non si tratta semplicemente di far correre un cane tra degli ostacoli.

Si costruiscono ascolto, autonomia, capacità di leggere le indicazioni e fiducia reciproca. L’umano deve imparare a essere chiaro; il cane deve poter capire, scegliere e muoversi con sicurezza. Con l’esperienza, quello che all’inizio sembra un insieme di hoop e direzioni diventa un vero dialogo a distanza.

Perché fare una gara?

La gara non è soltanto una classifica e la medaglia non è il punto di arrivo.

Entrare in campo permette di mettere alla prova ciò che il binomio ha costruito durante gli allenamenti in una situazione nuova: un percorso mai affrontato prima, un ambiente diverso, l’emozione della partenza e la necessità di trovare insieme una soluzione.

Nei gradi L0 e L1 questo percorso è ancora più evidente: si muovono i primi passi nell’esperienza sportiva, si scoprono capacità e difficoltà e, soprattutto, si torna a casa sapendo qualcosa in più sul proprio cane e sul proprio modo di comunicare con lui.

Oggi a Rossobranco vedremo binomi diversi, cani diversi e modi diversi di affrontare lo stesso percorso.

Qualcuno salirà sul podio. Qualcuno commetterà un errore. Qualcuno scoprirà che un esercizio che sembrava difficile è diventato improvvisamente semplice.

Ed è forse proprio questa la finalità più interessante di una gara: non dimostrare quanto siamo bravi, ma scoprire a che punto siamo del viaggio che stiamo facendo insieme al nostro cane.

La medaglia può restare appesa a una parete.

Quello che cane e umano imparano insieme, invece, torna in campo con loro la volta successiva.