L’estate sta finendo e, tra non molto, anche la piscina di Rossobranco verrà chiusa per la pausa invernale.

È il momento in cui riguardiamo le immagini di questi mesi e ci rendiamo conto di quanti binomi siano entrati in acqua: alcuni con entusiasmo, altri con prudenza, qualcuno convinto di avere un cane che non avrebbe mai nuotato. Molti hanno cominciato proprio qui a impostare un nuovo lavoro, scoprendo che l’attività in piscina può essere molto più di un’occasione per rinfrescarsi.

Per raccontarlo possiamo affidarci anche alle bellissime fotografie di Ana, @ana.photosport, che ringraziamo per aver saputo cogliere non soltanto il movimento, ma soprattutto gli sguardi, la fiducia e la relazione che si costruisce dentro l’acqua.

Non si comincia nuotando

Il primo incontro è un vero e proprio battesimo dell’acqua, ma avviene con calma.

Il cane non viene buttato in piscina e non viene costretto a cavarsela da solo. Gli viene concesso il tempo necessario per osservare, capire, cercare una soluzione e scegliere di entrare.

Il suo umano è già lì.

All’inizio, la strategia che funziona è spesso molto semplice: raggiungerlo e restare insieme. L’acqua è un ambiente nuovo, nel quale cambiano gli equilibri, i movimenti e i riferimenti abituali. Proprio per questo l’umano può diventare ancora, sostegno e direzione.

Non trascina il cane e non lo abbandona alla difficoltà: lo accompagna.

Poi, poco alla volta, i ruoli si alternano. A volte è il cane a raggiungere il suo umano; altre volte è l’umano a seguire e sostenere il cane. Ci si aspetta, ci si aiuta, si impara a leggere il movimento dell’altro.

Infine si torna a riva, si esce dall’acqua e si festeggia insieme.

Anche questo fa parte del lavoro.

Un binomio che impara a sostenersi

L’attività in acqua mette in evidenza qualcosa che sulla terraferma può essere più difficile osservare: la capacità del binomio di affrontare una situazione nuova affidandosi reciprocamente.

Il cane scopre di non essere solo davanti alla difficoltà. L’umano impara a sostenerlo senza sostituirsi a lui, lasciandogli il tempo di comprendere e di trovare competenze che forse nessuno dei due sapeva ancora di avere.

Non cerchiamo soltanto il nuoto. Cerchiamo presenza, comunicazione e fiducia.

Per alcuni cani il primo risultato importante è appoggiare una zampa sulla rampa. Per altri è entrare spontaneamente, raggiungere il proprio umano o compiere le prime bracciate senza affanno. Per altri ancora è imparare a gestire l’eccitazione e restare lucidi anche in un contesto molto coinvolgente.

Ogni ingresso in acqua racconta una storia diversa e ogni piccolo passo può diventare un risultato enorme.

Il lavoro continua fuori dalla piscina

Quello che nasce in acqua non rimane confinato dentro la piscina.

La stessa relazione continua sulla terraferma: nella capacità di affrontare insieme una difficoltà, nella fiducia con cui il cane cerca indicazioni, nella consapevolezza dell’umano quando deve intervenire e quando, invece, deve lasciare spazio.

Il sostegno costruito in piscina può riapparire durante un esercizio, una passeggiata, un’attività sportiva o davanti a qualcosa di nuovo. Cambia l’ambiente, ma rimane la memoria di essere riusciti ad attraversare insieme un’esperienza.

Per questo l’acqua non rappresenta un’attività separata dal resto del percorso. È un luogo diverso nel quale continuare a costruire lo stesso binomio.

Forse c’è ancora tempo

In questa stagione tanti cani e tante persone hanno avuto l’occasione di iniziare questo lavoro. Alcuni sono entrati in piscina per la prima volta, altri hanno consolidato competenze già presenti, altri ancora hanno scoperto un modo nuovo di stare insieme.

Ora le giornate si stanno accorciando e la chiusura della piscina si avvicina.

Se guardando queste immagini avete pensato almeno una volta: «Avremmo potuto provarci anche noi», forse non è ancora troppo tardi.

Se il meteo continuerà ad aiutarci, potrebbe esserci ancora spazio per qualche ultima sessione: un primo incontro con l’acqua, un’esperienza da vivere insieme o un ultimo tuffo prima dell’arrivo dell’autunno.

Poi la piscina riposerà fino alla prossima stagione.

Ma quello che un cane e il suo umano avranno imparato insieme continuerà anche sulla terraferma.