SuperZafi Buongiorno amici, sono sempre io, SupeZafi. Guardiana del Giardino Incantato. Sì, lo so: detta così fa un certo effetto anche a me. Dopo l’incontro con Pino, non è che io sia tornata “normale”. Dentro di me qualcosa si è sistemato, come quando finalmente trovi la posizione giusta sul divano. Il Giardino mi ha scelta. E quando un Giardino antico ti sceglie… beh, non puoi fare finta di niente. Così oggi entro tra gli alberi con un’aria nuova. Non corro. Non annuso a caso. Controllo. Cammino lenta, petto in fuori (per quello che un bulldog può fare), e penso: “Va bene. Da ora qui si rispettano le regole.” Quali regole? Non lo so ancora tutte. Ma sembra che io le senta. Una foglia cade troppo rumorosamente. La fisso. Lei smette. 1 Coincidenza? Io non credo. Un ramo scricchiola senza motivo. Alzo un sopracciglio (uno solo, che l’altro è pigro). Il ramo si sistema. Ecco. Così va meglio. Mi sento un po’ come una poliziotta. Ma una poliziotta con le zampe corte, il muso schiacciato e una profonda passione per le pause snack. Ogni tanto mi viene da esagerare. Un insetto vola storto. Io penso: “Ehi! Documenti!” Poi mi ricordo che è un insetto e lo lascio andare. Sono severa, ma giusta. Maurizio cammina dietro di me. Non sa niente, ovviamente. Dice solo: «Zafira oggi è stranamente tranquilla…» Tranquilla? Io sto mantenendo l’equilibrio tra i mondi, caro bipede. Porta rispetto. Prima di uscire dal Giardino, mi fermo. Mi volto verso gli alberi. Sento Pino. Non parla. Ma so che approva. 2 Annuisco. Tipo: “Va bene. Tutto sotto controllo. Per ora.” Perché ricordatevelo, amici: le supereroine non devono sempre salvare il mondo. A volte basta tenerlo in riga. E ora scusatemi. Ho visto una foglia che mi guarda storto. Il dovere chiama. Ciao amici — con due e con quattro zampe.
SupeZafi – Episodio 8 - L’origine del Giardino Incantato – Quarta Parte

